Significato di Orco

Cos'è l'orco:

Ogre è chiamato quelle creature immaginarie o fantastiche con caratteristiche umanoidi che sono caratterizzate dall'essere gigantesche, dall'aspetto sgradevole, lunatiche, che si nutrono di carne umana, specialmente bambini.

Il termine orco è anche usato per riferirsi a quelle persone che si distinguono per avere un carattere forte, mal volto e le cui relazioni sociali sono scarse a causa della loro personalità.

La parola orco, per vari esperti, ha un'origine incerta. Tuttavia si ritiene, dopo varie analisi etimologiche, che la parola derivi dal francese orco, che era usato per nominare un essere mitologico, che derivava dal latino orco.

Da parte sua, in italiano, la parola orco è orco, derivato anche dal latino orco, con cui veniva designato il dio degli inferi e dei morti, Ade o Plutone. Si dice che il primo autore ad usare la parola orco nei suoi testi era Giambattista Basile.

Tuttavia, va detto che l'esistenza o la menzione degli orchi è stata concepita nelle tradizioni culturali del nord Europa.

Vi sono quindi anche autori che ritengono che la parola orco derivi dall'antica lingua dei gruppi di comunità celtiche che usavano la parola orribile riferirsi a esseri soprannaturali e malvagi.

D'altra parte, nei paesi scandinavi gli orchi non erano indicati con questo nome, al contrario gli orchi erano chiamati troll, che sono esseri giganteschi e mostruosi che appaiono nelle storie per bambini o nella narrativa.

Orco nella mitologia

Gli orchi nei miti, nelle leggende, nelle fiabe o nel fantastico sono caratterizzati dall'essere grandi esseri umanoidi, alti circa tre metri, di colore della pelle verde, grigia o viola, pelosi, con verruche e hanno un odore particolare che è disgustoso.

Mancano anche di intelligenza, quindi, nonostante la loro potente forza fisica, di solito sono facili da attaccare e sconfiggere.

In queste storie, gli orchi sono quei personaggi malvagi che vivono da soli o in piccoli gruppi, sia in grandi castelli che in grotte buie, umide e nascoste nel profondo dei boschi.

Possono essere classificati in tre tipi: orchi comuni (nelle storie di fantasia), orchi orientali (usano la magia) e orchi acquatici (sono i più aggressivi di tutti).

In generale, gli orchi hanno il compito di rapire le bellissime principesse, bambini, elfi e nani. In alcuni casi per mangiarli e, in altri, per averli come schiavi o servi.

I primi autori riconosciuti a evidenziare la figura dell'orco nei loro testi furono Charles Perrault, scrittore francese famoso per i suoi racconti "Pollicola", "Il gatto con gli stivali", "La bella addormentata", tra gli altri, che includeva anche la figura di un ogra.

Degno di nota è anche l'autore italiano Giambattista Basile per il suo testo "Racconti di mamma oca".

Nella mitologia giapponese, scandinava, pigmea e persino tra le storie tribali degli indiani nordamericani, gli orchi sono indicati anche come esseri grotteschi, grandi e feroci a cui piaceva mangiare carne umana, specialmente da bambini.

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